Neonati in montagna, a quanti mesi si possono portare?

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    Neonati in montagna, a quanti mesi si possono portare?

    L’inverno è alle porte e con la primavera si avvicina il tempo di iniziare a pensare alle vacanze. Qual è la destinazione più adatta ad una coppia che ha da poco avuto un bambino? A quanti mesi è possibile portare un neonato in montagna? La maggior parte dei pediatri sconsiglia la permanenza prolungata dei neonati oltre i duemila metri per evitare controindicazioni dovute all’altitudine. Oltre quest’altezza infatti la riduzione di ossigeno e i frequenti cambiamenti termici possono provocare difficoltà nel dormire, inappetenza e irascibilità. Ma c’è anche parte della medicina che non esclude del tutto la possibilità per i bambini di pochi mesi di affrontare i cambiamenti di altitudine e di godere dei vantaggi dell’aria di montagna.

    Vediamo come organizzare al meglio la vacanza con i bambini. Il momento più delicato in effetti può essere proprio quello del viaggio: le variazioni brusche di quota possono infatti causare il classico ‘orecchio tappato’ che, nei casi più gravi, può sfociare in baro trauma. I bambini infatti non sono in grado di compensare: bisogna aiutarli a stimolare la deglutizione. Una soluzione può essere ad esempio fargli tenere il ciuccio o dargli il biberon durante la salite dei tornanti. Se il bambino ha il raffreddore il rischio aumenta per via del naso tappato. Un consiglio precauzionale è quello di effettuare delle tappe intermedie durante il tragitto per far ambientare il neonato. Se partite la mattina cercate di fare la pausa per il pranzo intorno ai mille metri di altezza. Da evitare invece la funivia: la salita è decisamente troppo ripida e veloce per i più piccoli. Se possibile non vi fermate solo per il week end ma prevedete soggiorni di un paio di settimane in modo da evitare cambiamenti bruschi troppo ravvicinati.