Neonati prematuri, il calore della mamma è meglio dell’incubatrice

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    Neonati prematuri, il calore della mamma è meglio dell’incubatrice

    In caso di nascita prematura, per tutte le mamme, i papà e i piccoli bambini, si prospettano lunghi mesi di attese e un’irrefrenabile naturale voglia di abbracciarsi. Situazioni difficili che sempre più spesso, grazie anche ai reparti di neonatologia sempre più sofisticati, hanno un lieto fine. Di solito appena nati, i bimbi prematuri, vengono messi in incubatrice e così restano fino al compimento del nono mese. I genitori possono toccarli tramite dei fori nella struttura e le mamme allattano spesso tirandosi il latte e somministrandolo ai piccoli con il biberon. Spesso il contatto con al madre è meglio dell’incubatrice, un progetto a Torino porta avanti questa pratica.

    Si chiama ‘Mamma Canguro’ ed un metodo alternativo per portare i bambini prematuri fino al nono mese fuori dal ventre materno ma mantenendo il contatto fisico con lei. Il metodo della ‘Mamma Canguro’ è nato nel 1978 in un ospedale di Bogotà che non poteva permettersi incubatrici per tutti i prematuri, oggi trova sempre più spazio anche in Italia. In particolare a Torino, presso la Clinica Sant’Anna, il neonatologo Claudio Fabris spiega: ‘Nella nostra terapia intensiva le mamme hanno un badge ed entrano a tutte le ore. Prendono il bimbo dall’incubatrice e lo tengono sul petto quanto desiderano, sedute su una poltrona reclinata’.

    Secondo delle ricerche fatte su questo tipo di terapia, sul petto della madre il neonato manterrebbe la sua temperatura corporea più stabile e respirerebbe più facilmente.

    Anche a Trieste la pratica della ‘Mamma Canguro’ si sta sviluppando sempre di più e Riccardo Davanzo, neonatologo dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico Burlo Garofolo, afferma in una pubblicazione sull’argomento che: ‘La cura della mamma canguro rafforza l’attaccamento fra madre e figlio, favorisce l’allattamento, ha effetti positivi sullo sviluppo e la serenità del bambino – e segue – a contatto con la madre il neonato prematuro respira meglio, ha meno apnee, sperimenta quegli stimoli tattili e olfattivi così importanti nelle prime settimane. La sua temperatura entra subito in perfetta sintonia con quella della madre e resta più stabile che all’interno dell’incubatrice’.