Neonati sempre a pancia in su: un progetto per prevenire le morti in culla.

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    Neonati sempre a pancia in su: un progetto per prevenire le morti in culla.

    E’ un nuovo progetto per il benessere dei bambini nato nella capitale ad occuparsi di questo fenomeno, poco noto, ma dalle spiacevolissime conseguenze per i più piccoli.

    Il termine scientifico che lo identifica è SIDS (in inglese: Sudden Infant Death Syndrome) o sindrome della morte improvvisa infantile. Si tratta di un fenomeno che non trova ancora alcuna spiegazione certa presso la comunità scientifica, la quale ha però identificato diverse possibili cause responsabili del verificarsi della sindrome.

    In particolare sembra assolutamente da evitare anzitutto il fumo negli ambienti in cui dorme e soggiorna prevalentemente il neonato. Da evitare anche un ambiente troppo caldo (la temperatura ideala è quella compresa tra i 18°C e i 20°C). Anche un’eccessiva copertura del neonato sembra poter compromettere la sua respirazione nel sonno, quindi evitare di coprirlo troppo e coprirlo meno in caso di febbre. Sconsigliato anche il lettone dei genitori. Meglio la culla ma priva di qualsiasi oggetto che potrebbe compromettere una sana respirazione (cuscini, lenzuola stropicciate, pupazzi, peluches e giocattoli vari).

    Da preferire invece un materasso rigido e l’uso del succhiotto che secondo un studio del 2005 ridurrebbe il rischio della sindrome fino al 90% dei casi.

    Il fattore che tuttavia si ritiene il primo responsabile di questo fenomeno è secondo la comunità scientifica proprio la posizione nel sonno dei neonati, diversa da quella supina (rischio più alto se il neonato dorme appoggiato sullo stomaco).

    Nasce per questo il progetto: Sempre a pancia in su per una nanna sicura che si prefigge di fornire un’utile guida per le mamme.

    Ideato e promosso dalla Croce Rossa Italiana del Comune di Roma, dall’associazione Salvamamme in collaborazione con Happy Family Onlus e Cap Gemini, l’iniziativa si sostanzia nella distribuzione presso tutti i reparti di neonatologia degli ospedali della capitale, proprio di un libretto illustrativo e preventivo, contenente anche le indicazioni per un’azione di primo intervento in caso di manifestazione della sindrome.

    Data l’importanza delle conseguenze per i neonati l’idea del progetto va sicuramente premiata e potrebbe essere presa ad esempio anche da altri comuni per ridurre un fenomeno che purtroppo si stima colpisca mortalmente un neonato ogni settimana in Italia.