Neonato e sveglie notturne, mamma ci rimette la carriera

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    Neonato e sveglie notturne, mamma ci rimette la carriera

    Sono certa che le mamme in lettura dopo aver visionato il risultato di questo studio esclameranno ‘Ma sai che novità!’ all’unisono, gli scienziati hanno parlato: nel periodo post parto le donne hanno due volte e mezzo più probabilità degli uomini di interrompere il loro sonno. Il motivo è evidente prendersi cura del pargolo e allattarlo, questo indipendentemente se il latte sia materno o in artificiale. Poiché un’altra ricerca recente attestava che le mamme sentono il pianto dei bambini prima dei papà, appare ovvia la conseguenza, se il pianto è notturno il sonno viene interrotto. Ma lo studio non si ferma a questa analisi, va oltre, il sonno interrotto influisce sulla capacità di guadagno, non a caso alle donne viene dato il periodo di maternità.

    Lo studio condotto dai ricercatori dell‘Università del Michigan ha scoperto che una volta sveglie le donne faticano più degli uomini a riprendere sonno, 44 minuti rispetto ai 33 minuti maschili, e suggerisce che la mancanza di sonno può interferire con il successo sul lavoro.

    Altra scoperta dell’acqua calda, a volte vorrei che fossero le mamme non gli scienziati ad operarsi in queste ricerche, probabilmente farebbero risparmiare tempo: badare a un bambino, sempre, ma soprattutto nel primo periodo è sfinente. Inutile sostenere il contrario, e le energie da qualche parte devono venire sottratte. All’inizio le sveglie notturne avvengono ogni tre ore, poi ti dicono passa, ma non è vero, dipende dal bambino, alcuni crescendo e dormono tutta la notte altri si svegliano in media una o due volte per notte. Per fortuna i papà di oggi sono più presenti e spesso le coppie, superato l’allattamento dal seno materno, fanno a turno.

    Lo studio si è concentrato su adulti tra i 20 e i 30 anni, momento fertile e di punta per la carriera, a quanto pare uomini e donne differiscono anche sulle motivazioni che li portano a svegliarsi di notte, gli uomini si alzano per controllare che la porta sia chiusa, gli anziani per andare i bagno, le donne per prendersi cura di persone non autosufficienti, in particolare per accudire i bisogni dei bambini.