Neonato robot a Pisa, piange come un bimbo vero

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    Neonato robot a Pisa, piange come un bimbo vero

    A Pisa si festeggia l’arrivo di un neonato davvero speciale, non si tratta di discriminazione perchè Nina è davvero fuori dalla norma, pesa 3 chili e misura 53 cm come tanti, tantissimi bambini, ma… Nina è un robot. Niente vene e arterie bensì cavi e micro chip, poco romantico? Forse ma il fine di Nina non è certo quello di scaldare cuori materni bensì di aiutare i corsisti del Centro di Formazione e Simulazione Neonatale ad imparare attraverso la pratica.

    Nina piange, diventa cianotica, manifesta convulsioni, aritmie, esattamente come un neonato critico nella realtà. Progettata da Laerdal assieme all’American Academy of Pediatrics Nina risponde a tutte le esigenze di chi deve imparare la rianimazione neonatale.

    Il motivo della ‘nascita’ di Nina si riscontra in sala parto dove il 5 – 6% di tutti i nati e fino a 80% dei neonati con peso alla nascita inferiore a 1.500 gr necessitano di un intervento rianimatorio in sala parto. E circa il 40% di tutte le morti neonatali avvengono durante le prime 24 ore di vita, la maggior parte per asfissia.

    Nina riproduce in modo realistico le reazioni dei neonati in situazioni critiche per aiutare l’apprendimento dei medici. Come mamma ne sono felice, imparare è necessario e se si fa prima pratica su un robot piuttosto che su un neonato vero, non può che rassicurarci. Ma mi chiedo… a quando un bebè robot per imparare a diventare mamme?