Obesità infantile, più a rischio i figli di mamme lavoratrici

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    Obesità infantile, più a rischio i figli di mamme lavoratrici

    I figli delle donne che lavorano fuori casa tendono ad ingrassare più degli altri. A sostenerlo è uno studio pubblicato su Child Development che ha indagato le abitudini alimentari di 900 bambini distribuiti in 10 città americane.

    Quindi i responsabili dell’obesità infantile non sarebbero i tanto vituperati videogiochi, la tv o i fast food come Mc Donald’s. A San Francisco, solo qualche settimana fa, era stato addirittura bandito l’Happy Meal accusato di avere un eccessivo apporto calorico di sodio e di grassi, ma oggi scopriamo che a determinare la sempre più diffusa insorgenza del problema è ben altro.

    La colpa sarebbe niente meno che delle mamme lavoratrici responsabili dell’effetto cumulativo: per ogni anno di lavoro sulle spalle di mamma, i figli mettono su una piccola quantità di grasso in più che nel tempo può aumentare il rischio di sovrappeso e obesità.

    La mancanza di controllo da parte di mamma e papà o il troppo tempo trascorso davanti a pc e videogame non sarebbero dunque la causa dell’appetito ‘famelico’ delle nuove generazioni, bensì la fretta con cui i genitori, che lavorano troppe ore fuori casa, scelgono e acquistano le pietanze. Il più delle volte si tratta di piatti già pronti, per nulla salutari e fin troppo calorici.

    L’obesità infantile rappresenta ormai una vera piaga per gli Stati Uniti: è triplicata negli ultimi decenni e ‘circa un quinto dei bambini americani sono considerati obesi‘, spiega Taryn W. Morrissey dell’American University, che insieme ai colleghi della Cornell e di Chicago ha condotto l’indagine.

    Anche nel nostro Paese quello dell’obesità infantile è un problema in crescita, oggi ne soffre ben un bambino su quattro per questo andrebbe contrastata fin dai primi mesi. Sono molti i medici e i ricercatori impegnati a mettere a punto metodi per la prevenzione dell’obesità perché proprio l’obesità infantile, oltre a favorire una pubertà precoce, porterebbe ad un deterioramento importante delle arterie mettendo i bambini a rischio di infarto e ictus.