Occhio pigro, a che punto è la terapia genica?

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    Occhio pigro, a che punto è la terapia genica?

    L’ambliopia o sindrome dell’occhio pigro nei bambini è un disturbo abbastanza banale e facilmente correggibile che, però, se trascurato, può diventare irreversibile e di difficile cura in età adulta. E’ di solito monolaterale (colpisce un solo occhio), ma può presentarsi anche in forma bilaterale (può interessare entrambi gli occhi). Ne è affetto circa il 2% di tutta la popolazione e il 4-5% dei bambini; essa è considerata una delle prime cause di deficit visivo nei giovani sotto i 20 anni. L’ambliopia è curabile al 100% e i risultati sono maggiori quanto prima si interviene sugli occhi. E’ indispensabile quindi, per diagnosticarne l’insorgenza, portare il piccolo ad effettuare una prima visita oculista almeno verso i due-tre anni.

    La sindrome dell’occhio pigro non dipende da un difetto dell’occhio, bensì dal cervello che ignora le immagini provenienti dall’occhio più debole. Alla lunga ciò provoca uno sviluppo non corretto della visione e di conseguenza un calo della vista. In questo caso potrebbe essere di sicuro utile anche la diagnosi precoce effettuata per mezzo di specifici test genetici.

    Alcuni ricercatori hanno fatto degli studi sui topi e hanno potuto verificare che è il gene Lynx 1 ad essere espresso maggiormente, dopo che è passata l’età dello sviluppo oculare. Intervenendo su questo gene i risultati in termini di correzione del difetto visivo sono stati veramente incoraggianti. Di certo è da ricordare che un intervento di questo tipo applicato all’uomo è ancora molto lontano dall’effettiva realizzazione. E allora, in attesa di risposte più significative della scienza, quel che conta è la prevenzione fatta con le visite oculistiche e gli interventi tempestivi sugli occhi del bambino.