Parto cesareo, cosa bisogna sapere

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    In Italia sono sempre più le donne che ricorrono al parto cesareo. Sono tantissime, inoltre, le strutture ospedaliere che, probabilmente con molta disinvoltura,accettano i parti programmati. I motivi sono molteplici: dalla volontà di non sentire dolore all’emergenza.

    Ma cos’è il parto cesareo e quando è necessario? Il termine cesareoderiva dal latino è vuole dire tagliare ed infatti si tratta dell’incisione dal pube della puerpera fino alla breccia uterina da dove viene estratto il neonato. Questo metodo è detto tradizionale.

    In alcuni ospedali e taluni medici utilizzano il cosidetto metodo Stark, meno invasivo con una minore perdita di sangue e un decorso post operatorio più corto.

    I medici consigliano il parto cesareo quando ci si trova di fronte ad una gravidanza gemellare perchè il medico riesce ad avere tutto sotto controllo e per non incorrere alla forte stanchezza della puerpera oppure ad una complicazione sia per la futura mamma che per il bambino.

    L’operazione dura in tutto un’ora tra preparazione, anestesia locale , taglio e sutura.

    Per questa si utlizzano sia punti interni che si assorbono da soli che punti esterni con delle graffette metalliche che vanno a ricucire la pelle e che poi vengono rimosse dopo quattro giorni dal parto.

    Uno dei problemi del cesareo sta nelle difficolta, almeno nelle prime ore, di allattare al seno il piccolo.

    e anche di poter camminare dato che flebo e catereri vengono rimossi non prima delle 24 ore. Tutto questo può portare ad uno scoraggiamento da parte della mamma sopratutto nei luoghi di cura dove è praticato il rooming in.

    Infine si consiglia di portare per qualche giorno una fascia a strappo oppure una guaina elastica addominale contenitiva per mantenere la giusta posizione.

    E ricordatevi dopo un parto cesareo non è detto che non possiate avere un parto naturale così come è una cattiva leggenda il fatto che non possiate più allattare.