Parto in casa: si corrono rischi maggiori?

da , il

    Parto in casa: si corrono rischi maggiori?

    Mettere alla luce un bambino è sicuramente l’esperienza più emotivamente e fisicamente coinvolgente che una donna possa provare: ultimamente si sta riaffermando la tendenza, sia in Europa che negli USA, a rivivere questo momento in intimità e quindi a partorire tra le mura domestiche come le nostre ave facevano per necessità. Alcuni medici però allertano sui rischi del parto in casa.

    Secondo una recente indagine americana se è vero che partorire in casa diminuisce i tempi della convalescenza per la donna è anche vero che aumentano i rischi per la salute del bambino. Lo studio è stato pubblicato sull’ American Journal of Obstetrics and Gynaecology e tende in realtà anche a sottolineare alcuni aspetti positivi di questa scelta: le donne dimostrano di avere meno dolori, le emorragie sono meno intense e le infezioni meno frequenti. Proprio su questi aspetti insiste invece una ricerca olandese che tende a dimostrare che i rischi del parto sono gli stessi in casa e in ospedale. I Paesi Bassi sono del resto il Paese europeo che conta il maggior numero di parti in casa. E in Italia? Il fenomeno è decisamente marginale anche perché non sempre questa scelta è applicabile in concreto: devono sussistere infatti dei requisiti essenziali, come la vicinanza di un pronto soccorso in caso di emergenza (che dovrebbe distare non più di dieci minuti) e assistenza personalizzata idonea. Il parto in casa in Italia è una realtà difficile da mettere in pratica proprio per l’esistenza di queste complicazioni oggettive. Questo a discapito di mamme che vorrebbero coscienziosamente portare avanti questa scelta. Voi vi sentireste di partorire in casa potendo farlo?