Parto indolore: l’agopuntura non aiuta

da , il

    Parto indolore: l’agopuntura non aiuta

    L’agopuntura non è un metodo efficace per alleviare i dolori del travaglio. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista di ostetricia e ginecologia BJOG a conferma di numerosi studi condotti sull’argomento. Quindi se da un lato sono sempre più numerose le donne che richiedono un metodo non a base di farmaci per un parto indolore, dall’altro le evidenze empiriche suggeriscono che l’agopuntura non è la risposta.

    Fino a poco tempo fa si riteneva che l’applicazione di pochi aghi all’inizio delle doglie, non solo non provocasse dolore e non limitasse alcun tipo di movimento alla partoriente, ma aiutava ad accelerare la dilatazione del collo dell’utero, attraverso la liberazione di ossitocina.

    Ne deriva come conseguenza che con l’agopuntura le contrazioni si fanno più potenti, ma paradossalmente anche meno dolorose! Ebbene niente di tutto ciò sarebbe vero secondo l’autorevole rivista scientifica.

    Ciò non toglie che chi non intende sottoporsi ad anestesia epidurale e preferisca affidarsi a metodi naturali per prevenire i dolori del parto debba conoscerne limiti e vantaggi.

    La donna che opta per l’agopuntura deve iniziare il trattamento almeno mezzora prima di partorire, inserendo gli aghi che vanno collegati ad un generatore elettrico. La stimolazione si deve mantenere costante per tutta la durata del parto, fino all’eliminazione della placenta. Gli aghi così inseriti non limitano alcun movimento alla donna ne alle manovre del medico o dell’ostetrica. Sembrerà strano ma sdraiarsi sopra gli aghi è assolutamente naturale perché essi sono inseriti parallelamente alla superficie della pelle!

    Smentita la riduzione del dolore, sul quale non agirebbe secondo BJOG, l’agopuntura presenta comunque degli indubbi vantaggi: la placenta si elimina più facilmente e con scarso sanguinamento, il parto con l’agopuntura mantiene valide le contrazioni uterine, rispetto all’anestesia peridurale e la convalescenza della gestante è molto più breve.

    Comunque, ad oggi, l’unico metodo rivelatosi pienamente efficace per contrastare i dolori del travaglio è il parto in acqua, che presenta tutti pro e nessun contro. L’unico grosso problema è che sono ancora pochi gli ospedali attrezzati con le vasche e i pochi che ci sono vengono letteralmente presi d’assalto.