Parto prematuro: 25 settimane, 7 etti

da , il

    Parto prematuro: 25 settimane, 7 etti

    Sembra non esserci molto da dire per rincuorare, sostenere e rinfrancare un genitore di un figlio nato prematuro. Una gravidanza che non arriva a termine è sempre difficile da gestire. Ma la medicina negli ultimi 30 anni ha fatto progressi importanti arrivando ad aumentare sensibilmente le possibilità si sopravvivenza dei bambini, fin dalla sola 22esima settimana di gestazione, certo però restano alti anche i rischi di danni permanenti.

    La preoccupazione non è solo nei confronti della sopravvivenza e del fatto che arrivi comunque a termine lo sviluppo neonatale del bambino ma è anche verso i suoi genitori. Coloro che non avevano immaginato potesse succedere anche questo, che potrebbero non essere abbastanza forti per affrontare tutto ciò che una nascita prima del termine comporta. Studi scientifici dimostrano che possono subentrare molte emozioni negative non controllabili e altrettanto ingiuste, come lo shock psicologico, il rifiuto, la colpevolizzazione.

    La mamma andrà incontro oltre alla normale depressione post parto anche ad uno stato fisicole percentuali molto debilitato. Il papà deve dividere le proprie attenzioni fra la compagna e il figlio. Forse accettare che si tratta di una situazione molto complessa e molto stressante può aiutare ad attraversarla e a cercare di uscirne il meno provati possibile.