Parto sicuro, le linee guida del Ministero per ridurre i cesarei

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    Parto sicuro, le linee guida del Ministero per ridurre i cesarei

    La Conferenza Stato-Regioni ha convalidato il programma per il parto sicuro ideato dal Ministero della Salute e suddiviso in dieci punti d’azione principali. Gli obiettivi sono il miglioramento della qualità dei servizi offerti alle gestanti e la promozione della sicurezza al momento del parto con conseguente riduzione del numero di parti cesarei che in Italia stanno diventando quasi la norma. Le dieci linee guida del Ministero della Salute saranno avviate contemporaneamente a livello nazionale, regionale e locale. Ma vediamo più da vicino tutte le previsioni del programma.

    Per quanto riguarda il periodo della gravidanza lo standard richiede un minimo di quattro visite durante i nove mesi, assistenza dell’ostetrica con intervento del medico solo in caso di eventuali complicazioni. Nel documento, sotto forma di FAQ ci sono indicazioni sugli aspetti più importanti della gestazione, come allattamento, screening ed esami diagnostici. Per quanto riguarda nello specifico il parto si prevedono: misure di politica sanitaria e di accreditamento delle strutture operative ostetrico-ginecologiche, carta dei servizi per il percorso nascita. Integrazione territorio-ospedale, taglio cesareo da parte del Snlg-Iss (Sistema Nazionale Linee Guida – Istituto Superiore di Sanità), implementazione delle linee guida attraverso l’analisi delle situazioni specifiche regionali e locali, procedure di controllo del dolore nel corso del travaglio, formazione degli operatori, istituzione di un Comitato per il percorso nascita (Cpn), interistituzionale, con funzione di coordinamento. La speranza è che le statistiche di morte durante il parto rilevino l’utilità di queste linee guida nel breve e lungo termine. I fatti di cronaca recenti hanno messo in dubbio la sicurezza dei parti in Italia anche se in realtà il nostro Paese è tra i primi al mondo in quanto a sicurezza delle nascite.