Partorire in Italia è ancora sicuro?

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    Partorire in Italia è ancora sicuro?

    Gli ultimi fatti inquietanti di cronaca ci mostrano un lato preoccupante della malasanità nei reparti di ginecologia in Italia e la bufera mediatica che ne è conseguita ha spaventato molte donne vicine al termine della gravidanza: come se le preoccupazioni pre parto non fossero già abbastanza! Il ministro della salute Ferruccio Fazio invita a non creare allarmismi inutili e dannosi e a valutare la situazione con razionalità, aspettando i risultati delle inchieste in corso.

    L’ultimo caso in ordine temporale è stato quello di Mariangela De Francesco, morta a 37 anni presso l’ospedale Buzzi di Milano dopo un parto trigemellare. Questo episodio è appunto l’ultimo, speriamo lo sia davvero, di una serie iniziata a Gennaio 2010 che ha avuto il suo culmine nello scioccante scandalo di Messina, dove a fine Agosto due medici sono arrivati alle mani in sala parto mettendo a rischio l’incolumità della partoriente e del nascituro. Ma sta succedendo davvero qualcosa di strano e poco chiaro nelle sale parto: sono eccezioni o dobbiamo pensare che ormai certi rischi siano la norma? I numeri possono forse servire a tranquillizzare le future mamme: secondo una recente ricerca realizzata dal dottor Christopher Murray dell’Institute for Health Metrics and Evaluation l’Italia è il primo Paese al mondo per la sicurezza del parto e, su una media di 100 mila parti sono 3,9 i decessi. Il nostro Paese supera quindi la Svezia, che si piazza seconda e il Lussemburgo e l’Australia, entrambe al terzo posto. Ciò non vuol dire sottovalutare quanto sta accadendo in questi ultimi mesi: ogni singolo episodio è un fatto gravissimo che va condannato moralmente e, se ne sussistono i requisiti, penalmente ma non bisogna generalizzare e creare allarmismi. E’ quanto chiedono i medici italiani ed è un diritto per le donne incinta: partorire non è diventato una roulette russa, non divulghiamo questo falso pensiero.