Pianto del neonato, i motivi più frequenti che lo portano a piangere

da , il

    Pianto del neonato, i motivi più frequenti che lo portano a piangere

    Il pianto del neonato nei primi mesi di vita è il principale mezzo per comunicare con l’adulto, l’unica ‘parola‘ che conosce per esprimersi e per manifestare i propri stati d’animo, i disagi e i bisogni. Un bambino di pochi mesi non piange mai per capricci o per fare un dispetto, ma per esprimere uno stato di malessere o per richiamare l’attenzione al fine di comunicare le proprie esigenze. Le ragioni per piangere quindi sono davvero tante, il pianto del neonato va interpretato e spesso la mamma è l’interprete perfetta, ma un aiutino non fa mai male, vediamo insieme i principali motivi che solitamente portano un bambino a comunicare malessere attraverso il pianto.

    • Disagio: il neonato esprime sempre i suoi malesseri tramite il pianto e questi possono essere dovuti al pannolino bagnato, alla sensazione di freddo o di caldo eccessivo.
    • Stanchezza: questa è dovuta di solito ai troppi contatti, molte visite, abbracci, coccole da parte di estranei.
    • Dolore: di solito è dovuto a coliche gassose della sera, all’otite e così via.
    • Fame: soprattutto nelle fasi definite ‘scatti di crescita’ il neonato avrà bisogno di attaccarsi più spesso al seno e per più tempo.
    • Farmaci o sostanze eccitanti assunte dalla mamma: caffè, tè, bevande a base di caffeina ma anche farmaci che aiutano a dimagrire.
    • Massiccio flusso di latte dal seno: questo è un problema che può manifestarsi nelle fasi iniziali dell’allattamento.
    • Temperamento: un ‘carattere esigente’ lo si nota fin dall’inizio, la sua sensibilità si manifesta fin dai primi mesi di vita.