Piedi piatti: come intervenire nei bambini

da , il

    Piedi piatti: come intervenire nei bambini

    Chi non adora baciare i piedini di un neonato? Ma guardare i piedi dei bambini da vicino aiuta anche a verificare eventuali problematiche come quella dei piedi piatti.

    Va detto che il piede del neonato appare solitamente piatto anche per via della notevole quantità di tessuto sottopelle nella pianta del piede. Con i primi passi si inizia ad allenare il piede e quindi le ossa assumono la classica forma arcata superando il lassismo dei muscoli a riposo. Se intorno ai tre-quattro anni si nota che il piedino non assume la corretta forma siamo di fronte al fenomeno dei piedi piatti. La causa di questo problema si deve al cedimento della volta plantare con pronazione del calcagno.

    Piedi piatti nei bambini: cura

    In molti casi il piattismo scompare in maniera spontanea e gradualmente con la crescita: basta quindi effettuare delle visite periodiche di controllo. Se il problema non accenna a migliorare il pediatra potrà prescrivere una visita ortopedica o un controllo da un posturologo. Quest’ultimo valuterà l’opportunità di consigliare dei plantari. Perché questa correzione funzioni è importante una diagnosi tempestiva perché a partire dai sei anni di età correggere il problema diventa più difficile. Superati i sette anni di età, se il problema permane, si può considerare un intervento al piede. Lo scopo è quello di evitare in futuro problemi come alluce valgo e artrosi della caviglia. Sono rari comunque i casi in cui si arriva all’intervento e sempre sotto i 12 anni perché con il crescere correggere il problema diventa sempre più difficile.

    Tecniche di intervento

    In caso di operazione si può procede con

    - Calcagnostop: ovvero inserendo una vite per alzare la volta plantare. Dopo un anno e mezzo circa le viti vengono rimosse.

    - Endortesi di Giannini: la vite inserita nel calcagno va abbinata all’uso di stivaletti gessati che costringono a riposo per circa un mese.