Prevenzione pidocchi: come va controllata la testa dei bambini

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    Prevenzione pidocchi: come va controllata la testa dei bambini

    Spesso in ambienti dove i bambini sono a stretto contatto quotidiano come all’asilo e a scuola si diffondono i pidocchi. Per le mamme è un vero incubo: ma come comportarsi se sul diario di vostro figlio leggete un avviso di allerta pediculosi? Se qualche compagno di scuola ha i pidocchi vostro figlio potrebbe rischiare di essere contagiato. Il contagio da pidocchi statisticamente fa registrare i picchi più alti dalla fine dell’estate fino all’inizio dell’autunno: le prime settimane dell’anno scolastico sono quindi quelle in cui dovete prestare maggiore attenzione.

    Intervenire in maniera tempestiva è fondamentale per eliminarli più velocemente. Il primo sintomo che deve destare allarme è il prurito in testa: se vostro figlio si gratta il cuoio capelluto in continuazione potrebbe avere i pidocchi. Dovete ispezionare la testa con attenzione: non sempre vengono individuati dall’occhio umano facilmente perché per via del colore bianco-grigio possono essere scambiate per forfora. Come distinguerli? I pidocchi non si staccano facilmente dal capello. Usa un pettine a denti fitti: se evidenzi la presenza di pidocchi usa uno shampoo apposito contro i pidocchi e le lendini (uova).. Non cadete in luoghi comuni facili: la pediculosi non è sintomo di scarsa igiene e questo parassita non è veicolo di malattie infettive. Durante il trattamento anti pidocchi il bambino non può ovviamente andare a scuola o frequentare posti affollati. Per evitare contagi successivi lava in acqua bollente il pettine usato e disinfetta a 60 gradi lenzuola, abiti, peluche e tutto ciò che è stato a contatto con il bimbo. Quello che non si può lavare va chiuso in un sacchetto di plastica per due settimane: al di fuori della testa i pidocchi possono vivere al massimo da 1 a 3 giorni e non sono in grado di riprodursi. Passa l’aspirapolvere su divani e poltrone.