Problemi dell’adolescenza: brave o cattive ragazze?

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    Problemi dell’adolescenza: brave o cattive ragazze?

    L’adolescenza è uno di quei periodi strani in cui si vive benissimo oppure si attraversano fasi alterne: al pianto si sostituisce il sorriso in un attimo, dall’euforia si passa subito alla tristezza.

    Molto è stato anche scritto ma si è parlato sempre poco delle brave ragazze, quelle con la testa bassa e il sorriso sempre pronto, quelle sempre perfette, brave in tutto, senza una macchia sul maglioncino.

    Ci ha pensato la sociologa Rachel Simmons che ha pubblicato, per Nutrimenti, il saggio ‘La maledizione della brava ragazza’.

    Il libro sostiene che chi spinge le ragazze alla perfezione, a non urlare troppo, a trovare sempre una frase di circostanza per trovare l’accordo, in realtà, le danneggia perchè non le incinta a palesare la loro personalità.

    Il saggio è frutto del lavoro sul campo della Simmons che da dieci anni a Berkeley dirige il Girls Leadership Institute dove si studiano gli adoleescenti dagli otto ai diciotto anni.

    La bellezza di questo saggio sono le interviste alle ragazze in cui parlano a ruota libera dei loro sogni, delle loro speranze, della sessualità, e del confronto quotidiano con gli altri coetani.

    Si scopre così che delle brave ragazze si è parlato sempre poco proponendo un modello, quello delle bad girls, che solo negli ultimi due anni sembra essere in maggioranza rispetto a quello di adolescenti votate alla perfezione.

    Dello stesso parere è Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di neuroscienze del Fatebenefratelli di Milano, il quale ha evidenziato l’inversione di tendenza a favore della cattive ragazze solo dal 2008 con l’aumentare, per esempio, dei ricoveri per abuso di alcol delle adolescenti.

    Ma lo stesso professore è concorde con la Simmons: non è un bene essere una bad girl ma questo non vuol dire che bisogna essere per forza una brava ragazza anche perchè questa società privilegia chi si espone e chi dice la sua.

    Insomma, care mamme, suggerite a vostra figlia di non essere timida, che qualche volta si sbaglia, spingetela a confrontarsi con la vita, insegnandole che qualche volta ci si può anche far male.