Procreazione assistita: dona lo sperma, deve pagare gli alimenti

Procreazione assistita: dona lo sperma, deve pagare gli alimenti
Procreazione assistita: dona lo sperma, deve pagare gli alimenti

La storia è quella che appartiene a tante coppie che non possono avere figli, per problemi relativi alla fertilità o al sesso biologico (coppie omosessuali) e si rivolgono ad un donatore di seme per procedere con l’inseminazione artificiale.

E’ successo ad un professore 50enne di Francoforte che risponde al nome di Klaus Schroder. Cinque anni fa aveva letto su un giornale l’annuncio di una coppia di lesbiche, un’insegnante e un’infermiera, alla ricerca di un donatore di sperma cui aveva prontamente risposto.

Leggiamo su Der Spiegel , che ieri ha reso nota la vicenda, che in origine, gli accordi non prevedevano per l’uomo né obblighi né oneri economici né compensi di alcuna natura. Nel 2007 nasce David e l’uomo ha modo di conoscerlo e frequentarlo, fino a quando le donne non pensano bene di avere un secondo figlio che sia fratello (anche biologico) del primo per cui si rivolgono all’uomo per un’ulteriore donazione. Alla richiesta l’uomo oppone un netto rifiuto, poiché nel frattempo si è sposato e ha avuto altre due figlie, così, per ritorsione le donne decidono di intraprendere un’azione legale per obbligarlo a versare un contributo economico mensile per la crescita del bambino.
Se tutto ciò è stato possibile è perché la legge tedesca non garantisce più l’anonimato del donatore di seme e riconosce in esso il padre del nascituro. Questo ha fatto sì che il numero di donatori si riducesse drasticamente in quanto si vedono investiti di un ruolo che prima non era imposto.
Sempre in virtù di questa normativa lo sfortunato protagonista di questa vicenda sarà obbligato ad erogare gli alimenti per il bambino. Infatti, solo se questo fosse adottato dalla coppia, l’obbligo verrebbe a cadere, ma le due donne che continuano a vivere insieme non sono sposate e quindi non possono adottare.
Secondo la legge tedesca, l’assegno non potrà essere inferiore a 270 euro mensili, da aumentare con l’età del piccolo parallelamente all’accrescimento dei suoi bisogni materiali. Schröder annuncia al settimanale di non volersi dare per vinto, ‘anche per non fare la figura dello scemo‘, ma le probabilità di cavarsela a buon mercato sono pressoché nulle. Una volta che il giudice avrà accertato grazie all’esame del Dna la prova incontrovertibile della sua paternità, al genitore di David non resterà che mettere mano al portafoglio e versare alla coppia lesbica quanto richiesto. L’accordo firmato prima di donare lo sperma, con cui la ricevente si impegnava a non sollevare richieste economiche di alcun tipo, per la giustizia tedesca non vale infatti nulla, poiché il diritto di famiglia prescrive che a prevalere deve essere l’interesse del bambino, a cui sono chiamati a contribuire entrambi i genitori, qualunque siano le condizioni che hanno prodotto la paternità.

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