Procreazione assistita, privacy delle donne a rischio

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    Procreazione assistita, privacy delle donne a rischio

    I centri per la procreazione medicalmente assistita dovranno inviare i dati anagrafici di chi si rivolge ad essi al Ministero della Salute. Lo prevede il decreto cosiddetto ‘milleproroghe‘ approvato venerdì al Senato.

    Un’iniziativa che risponde a una direttiva comunitaria, spiega il direttore del Cnt Alessandro Nanni Costa, secondo il quale il flusso di dati fa riferimento a due indicazioni: la prima riguarda le procedure di qualità, sicurezza e tracciabilità del singolo centro; la seconda è correlata all’attività complessiva del centro e all’attività regionale che servono a comprendere come funziona la legge nel suo complesso.

    Ma il senatore del Pd Ignazio Marino vede nell’emendamento un rischio di abuso, in quanto può mettere a rischio la privacy delle donne e dar luogo a possibili ‘schedature’. Quanto spiegato sulla necessità di rispondere a una direttiva Ue, ha dichiarato, ‘è un abuso del governo e un fatto grave che mette in luce una duplice irregolarità. Da un lato c’è lo strumento giuridico usato per inserire nuove norme: con una legge il cui unico scopo è prorogare il termine della relazione al Parlamento, in realtà vengono inseriti contenuti di sostanza su una tematica molto sensibile come quella della fecondazione assistita. Dall’altra – sottolinea – si rimane stupefatti dalla vaghezza della terminologia usata nell’emendamento quando si dice che i centri di Pma dovranno inviare dati richiesti al Ministero della Salute; ma non si pone alcun limite a possibili schedature da parte del Ministero con nome e cognome delle persone che si sottopongono al trattamento della Pma dando così libertà al governo (se venisse approvata questa norma) di conoscere ogni dettaglio personale di chi ricorre a queste tecniche; questo è diverso dal raccogliere dati per valutare efficienza ed efficacia dei trattamenti. Se questo era il vero obiettivo si potevano scrivere chiaramente i limiti per la raccolta delle informazioni‘.

    Secondo i dati raccolti dal Registro Nazionale Italiano della Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) attivo presso l’Istituto Superiore di Sanità dal 2005 ad oggi ammontano a 31.791 i bambini nati in Italia con tecniche di procreazione assistita, ma la privacy delle donne che ne hanno fatto ricorso è sempre stata assolutamente garantita.