Quando introdurre la frutta secca nello svezzamento del neonato

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    Quando introdurre la frutta secca nello svezzamento del neonato

    Quando introdurre la frutta secca nello svezzamento del neonato? Lo svezzamento dei neonati, come molte mamme già sanno, è una fase da seguire con particolare attenzione. Introdurre gli alimenti prima delle varie tappe indicate nel calendario dello svezzamento, infatti, significa esporre i neonati a un maggiore rischio di allergie. Le tappe del calendario dello svezzamento, quindi, vanno seguite passo passo, senza affrettare i tempi.

    Molte mamme, però, hanno spesso anche tanti dubbi sullo svezzamento del loro piccolo, e, ad esempio, si chiedono quando introdurre la frutta secca nell’alimentazione del piccolo. Tra l’altro, la frutta secca è ugualmente salutare; è ricca di grassi insaturi benefici per l’organismo, ma anche di vitamine come la B2 e la B5, utili per la vista, il benessere della pelle e del sistema nervoso. Quando parliamo di frutta secca ci riferiamo comunemente alle noci, i pistacchi, gli arachidi, le nocciole e le mandorle, ma anche alle castagne, che spesso piacciono tanto ai bambini. Ebbene, la frutta secca nello svezzamento del neonato può essere introdotta solo a partire dai due anni di età, proprio perchè più rischio allergizzante.

    Sempre e solo dopo i due anni possono essere introdotte altre varietà di frutta come le fragole, le ciliegie e l’uva. Anche queste varietà di frutta possono essere introdotte solo più tardi perché più a rischio di provocare allergie nei neonati. Prima dei due anni di età, invece, e in diverse tappe ben scandite dal calendario dello svezzamento, possono essere introdotti tutti gli altri tipi di frutta. Insomma, anche per introdurre la frutta secca nello svezzamento del neonato, occorre aspettare una specifica età del piccolo.