Rinunciare alla carriere per i figli: come vivere questa scelta

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    Rinunciare alla carriere per i figli: come vivere questa scelta

    Dopo la nascita del primo figlio molte donne rinunciano ad andare a lavorare. Il numero sale notevolmente a partire dalla seconda gravidanza.

    Secondo le ultime statistiche una neomamma su dieci smette di andare a lavorare per scelta personale o per problemi di mobbing o difficoltà nella gestione della maternità (vedi baby sitter, asilo nido etc). Questo fenomeno è dunque molto diffuso ma c’è anche un’altra scelta difficile di cui si parla meno: quella della mamme che continuano a lavorare ma, per amore dei figli, rinunciano alla carriera. In altre parole si tratta di donne che si accontentano di un part time o di un lavoro meno gratificante e meno retribuito ma che gli permetta di conciliare gli impegni con il tempo da dedicare alla famiglia. E’ una scelta che mette il ruolo di mamma al primo posto, senza però rinunciare del tutto al lavoro e all’indipendenza. Si fa questa scelta perché se è vero che la cosa più importante è la qualità del tempo passata con i propri figli, è altrettanto innegabile che è triste perdersi il momento dell’uscita da scuola, dei compiti a casa, delle gare di sport etc.

    Questo non vuol dire ovviamente che sia l’unica scelta degna di rispetto: lo è altrettanto quella delle donne in carriera che decidono di rinunciare a diventare mamme. L’importante, per non pentirsi delle proprie decisioni, è leggersi dentro e dare ascolto alle proprie priorità senza lasciarsi condizionare da quello che i ruoli sociali ci imporrebbero. Il che peraltro non esclude che le mamme possono fare carriera, se sono però pronte in qualche modo a non assolvere alla perfezione ad uo dei due ruoli. Ma in fondo nella vita chi aspira alla perfezione?