Rottura delle acque, come distinguerla dalle perdite di urina

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    Rottura delle acque, come distinguerla dalle perdite di urina

    Tutte sappiamo che il feto è pronto ad uscire quando arriva il fatidico momento della ‘rottura delle acque’: si ma dietro a questa espressione poetica cosa si nasconde? E’ la rottura del sacco amniotico che produce la fuoriuscita del liquido e preannuncia il parto. Ma come essere sicure che si sono rotte le acque e non si tratta invece solo di perdite di urina (pure molto frequenti alla fine della gravidanza per via della sollecitazione del perineo?).

    Differenza tra rottura delle acque e perdite vaginali

    Prima di tutto il liquido amniotico è incolore e inodore: apparentemente sembra acqua ma ha una temperatura di 37°C.

    Al contrario le perdite vaginali sono biancastre e più dense.

    Se le perdite invece sono di colore brunastro o marroncine si tratta del tappo mucoso e non implica che il parto sia imminente.

    Cosa fare quando si rompono le acque

    Se il liquido esce in maniera continua e incontrollata e in quantità abbondante non potete avere dubbi: prendete la valigia per il parto e correte in ospedale, il bambino sta per nascere! In ogni caso sarà cura dell’ostetrica eseguire un tampone vaginale per accertare la rottura del sacco amniotico e l’assenza di batteri pericolosi per il bambino. Solitamente, se la gravidanza è giunta alla 37a settimana, il travaglio ha inizio spontaneamente nelle 24 ore che seguono la rottura delle acque. La prostaglandina che viene liberata infatti stimola le contrazioni.