Sindrome del tunnel carpale in gravidanza: i test per la diagnosi del problema

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    Sindrome del tunnel carpale in gravidanza: i test per la diagnosi del problema

    Vari test permettono una buona diagnosi del tunnel carpale in gravidanza. La sindrome del tunnel carpale colpisce prevalentemente le donne tra i 40 e i 60 anni. La sindrome, però,è molto frequente anche in gravidanza a causa delle alterazioni ormonali tipiche di questo periodo. In genere in gravidanza la sindrome del tunnel carpale compare tra il terzo ed il sesto mese, ma anche sul finire della gestazione.

    I sintomi della sindrome del tunnel carpale in gravidanza sono: formicolio alle dita, gonfiore della mano, dolore locale che poi può estendersi fino alla spalla, calo della forza prensile della mano e della sensibilità delle dita. Oltre ai sintomi alcuni specifici test permettono una corretta diagnosi della sindrome del tunnel carpale in gravidanza; si tratta del test di Tinel, del test di Phalen e dell’elettromiografia. Per la diagnosi della sindrome del tunnel carpale in gravidanza si utilizza in primis il semplice test di phalen. Questo test si effettua mantenendo il polso in posizione forzata in estensione o flessione per circa un minuto. Quando e se compare una sensazione locale di formicolio è probabile che ci sia la sindrome del tunnel carpale.

    Il secondo test che si può utilizzare per la diagnosi della sindrome del tunnel carpale in gravidanza è il test di Tinel. Questo test si esegue con un piccolo martello con cui si colpisce lievemente la parte anteriore del polso. Infine, per la diagnosi del tunnel carpale in gravidanza, si può ricorrere all’elettromiografia, un esame che permette di verificare la velocità con cui un dato nervo trasmette un impulso e che quindi verifica un eventuale rallentamento della conduzione.