Sogni d’oro e senza incubi per i nostri bambini

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    Sogni d’oro e senza incubi per i nostri bambini

    La medicina lo definisce ‘parvor notturno’ (terrore notturno): sono i bambini che hanno ricorrenti incubi e non riescono a riposare bene. Le mamme sanno quanto è difficile gestire gli incubi dei bambini con la giusta dose di calma e tranquillità. Eppure esiste il modo per prevenire e superare questa situazione. Il primo passo è quello di conoscere il fenomeno: bisogna capirne l’origine.

    L’interpretazione degli incubi più comuni ci aiuta a capire le motivazioni che agitano il bambino. Gli incubi in genere cominciano a manifestarsi intorno ai due anni ma sono più frequenti dai tre ai sei anni. A 3 anni infatti solitamente la memoria e il pensiero costruito cominciano a svilupparsi nei bambini. Intorno ai 5 anni comincia una fase di maggiore apertura verso il mondo e si registrano le prime paure infantili. Lo studio condotto da Valerie Simard in Canada, in collaborazione con Tore Nielsen della University of Montreal, evidenzia un legame tra incubi e stato ansioso. La ricerca ha coinvolto 987 bambini del Quebec e ne ha osservato, grazie alla cooperazione dei genitori, il comportamento nel sonno nei primi mesi di vita e poi intorno ai 5-6 anni. Dai dati emersi è risultato che i bambini irrequieti e con caratteri difficili sono più soggetti a fare incubi. Vediamo quindi come comportarsi in pratica per prevenire o per far fronte a tale situazione. Innanzitutto è opportuno agire prontamente e quindi dormire in una camera vicina a quella dei propri figli. Quando il bambino si sveglia agitato dopo un incubo è fondamentale per lui sentire la presenza fisica del genitore. Se il bambino continua a dormire non lo svegliate ma cercate di tranquillizzarlo con una carezza. Restate vicino al bambino fino a che non si sia calmato. Confortatelo con la fantasia: chiedetegli di mettere l’incubo nelle vostre mani e soffiateci dentro per farlo sparire oppure schiacciatelo con forza. Se il bambino sente il bisogno di raccontarvi l’incubo fate in modo che si sfoghi. Non limitatevi a dire che l’incubo non è vero: il bambino non si sentirebbe capito. Piuttosto provate ad inventare un finale buffo per sdrammatizzare il racconto.