Tacchi alti: vietati in gravidanza

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    Tacchi alti: vietati in gravidanza

    Il tacco alto è senza dubbio sinonimo di seduzione e di eleganza e per molte donne rappresenta un accessorio irrinunciabile, nonostante molti medici ne sconsiglino un uso costante per evitare problemi ai piedi, alla colonna vertebrale e di artrosi alle ginocchia. In gravidanza però bisogna necessariamente adottare qualche precauzione in più e valutare i possibili rischi per la salute.

    Camminare sui tacchi con il pancione può creare infatti dei seri problemi ai piedi: ovviamente il rischio aumenta con l’aumentare dei cm quindi, se proprio non potete rinunciarci, evitate almeno quelli a spillo e zeppe vertiginose. I problemi causati ai piedi durante i nove mesi di gravidanza possono inoltre protrarsi anche a lungo termine. I tacchi alti infatti non forniscono il giusto supporto al corpo appesantito e sbilanciano la schiena che già deve sopportare il peso del pancione. Dato l’equilibrio precario inoltre aumenta inevitabilmente il rischio di cadute e quindi si può mettere in pericolo la salute del bambino. Il limite massimo consentito è un tacco, non troppo sottile, di 5 cm. Secondo una recente indagine svolta in Gran Bretagna sarebbero addirittura più del 50% le donne incinta che indossano scarpe sbagliate: sono infatti poco adatte anche quelle completamente raso terra, come le ballerine. L’ideale teoricamente sarebbero dei tacchi ridotti, dai 2 ai 4 cm. Un’ultima controindicazione dei tacchi alti riguarda anche il nascituro, che potrebbe risentire della stanchezza della futura mamma. Insomma parola d’ordine comodità, almeno per nove mesi! Eccezioni accettate solo per occasioni speciali, se i piedi lo permettono!