Tinture per capelli in gravidanza: quali sono le colorazioni permesse

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    Tinture per capelli in gravidanza: quali sono le colorazioni permesse

    Si parla sempre degli effetti delle tinture per capelli in gravidanza e di quali siano le colorazioni ammesse, senza rischi per il feto. Va preliminarmente detto che, in realtà, i rischi per il feto delle tinture per capelli utilizzate in gravidanza non sono altissimi in quanto l’eventualità che delle sostanze dal cuoio capelluto passino attraverso il sangue e raggiungano il nascituro sono remote. Inoltre, anche i tempi di posa dei prodotti coloranti, sono relativamente brevi (per mezz’ora o poco più ad applicazione e per non più di una volta al mese).

    Se in questo senso i rischi non sono eccessivi, è anche vero che durante la gravidanza le tinture per capelli possono tradursi in un maggiore rischio di sviluppare reazioni allergiche al prodotto. Questo maggiore rischio è dovuto all’azione degli ormoni tipici della gestazione; per questo motivo, a maggior ragione in gravidanza, è importante assicurarsi che la colorazione non provochi allergia, eseguendo il test di sensibilità cutanea almeno 48 ore prima dell’applicazione. Fatte queste premesse, quali sono quindi le tinture in gravidanza permesse e quali da evitare?

    Nonostante non ci siano grossissimi rischi per il feto è comunque sempre bene in gravidanza evitare i trattamenti più penetranti come le colorazioni a ossidazione leggera tono su tono e quella a ossidazione classica. Da scartare cioè le tinture per capelli che contengono ammoniaca e resorcina. Tra i trattamenti per capelli consigliati in gravidanza, invece, le fialette ravvivanti, i mascara per capelli, gli spray riflessati e le colorazioni temporanee e a base vegetale, come l’hennè. I prodotti più aggressivi vanno evitati soprattutto nei primi tre mesi di gravidanza.