Toxoplasmosi in gravidanza: quali rischi per il bambino?

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    Toxoplasmosi in gravidanza: quali rischi per il bambino?

    La toxoplasmosi è un’infezione parassitaria provocata dal Toxoplasma Gondii che può infettare il feto e avere delle conseguenze serie sul bambino. E’ questo il motivo per cui si deve cercare di evitare l’infezione durante la gestazione. Infatti, se la donna contrae l’infezione durante la gravidanza, esiste il rischio di una trasmissione dell’infezione al feto. In questo caso, se l’infezione passa al bambino nel primo trimestre di gravidanza, potrebbe aversi un aborto. Se l’infezione, invece, viene contratta nel corso del secondo trimestre di gravidanza e passa al bambino, può causare anche seri danni cerebrali al feto, con il rischio di convulsioni e possibili lesioni a carico dell’occhio.

    Infine, se contratta nel terzo trimestre di gravidanza, la toxoplasmosi può provocare gravi conseguenze di natura neurologica per il feto. L’attenzione per l’infezione è quindi fondamentale e si realizza attraverso gli esami di routine. Se questi ultimi rivelano la presenza di anticorpi di tipo IgG, con IgM negative, significa che la donna è immune. In questo caso lo sarà per tutta la vita e non dovrà effettuare ulteriori controlli periodici.

    Invece, se i test per diagnosticare la toxoplasmosi sono negativi e quindi la donna non è immune, bisognerà ripeterli periodicamente nel corso della gravidanza fino e al suo termine, anche perchè con il passare delle settimane aumenta anche la probabilità di infezione fetale. Per quanto riguarda le cure, se si esclude che l’infezione sia avvenuta nelle prime 18-20 settimane, un trattamento antibiotico è in grado di evitare eventuali danni al feto. In questo caso, però, i bambini in questione andranno anche monitorati per un periodo non inferiore ai primi due anni di vita.