Travaglio di prova del parto naturale dopo il cesareo

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    Travaglio di prova del parto naturale dopo il cesareo

    Abbiamo già considerato la possibilità di ricorrere al parto naturale dopo un cesareo e osservato che, eccetto alcuni casi specifici, la donna può optare per il parto naturale dopo il parto cesareo. Il parto naturale dopo il cesareo è sconsigliato solo: in caso di gravidanza gemellare, in caso di posizione podalica del bambino, nel caso di un intervallo inferiore ai 24 mesi rispetto al precedente cesareo, per la precedente esecuzione di più di un parto cesareo ma anche nel caso di una pregressa riapertura della ferita del cesareo o una pregressa rottura dell’utero. Al di là di queste ipotesi, il parto naturale dopo il cesareo è tendenzialmente possibile.

    L’unico rischio collegato a questa scelta è l’aumento delle probabilità (dell’1%) di ‘rottura dell’utero’ in corrispondenza della cicatrice praticata nel precedente parto cesareo. Questo è anche il motivo per cui, soprattutto in passato, i ginecologi consigliavano sempre una altro parto cesareo dopo il primo, anziché quello naturale. Tuttavia oggi, è possibile, per le donne che optino per il parto naturale dopo il cesareo, effettuare il cosiddetto ‘travaglio di prova’.

    Per ottenerlo sono necessari alcuni requisiti: età della gestante minore di 35 anni, precedente taglio cesareo basso trasversale (quello praticato più frequentemente), peso del nascituro inferiore ai 4 chilogrammi e normali condizioni dello sviluppo del feto. A queste condizioni si può effettuare il travaglio di prova presso le strutture che, in caso di necessità, consentano anche un tempestivo intervento col cesareo. Il travaglio non potrà essere indotto tramite farmaci ma dovrà svolgersi in modo spontaneo entro la 41a settimana. Una volta iniziato il travaglio esso verrà monitorato costantemente per segnalare eventuali problematiche in corso.