Tutti i diritti della partoriente in ospedale

I diritti della partoriente in ospedale sono diversi, ma non tutte le future mamme li conoscono.

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    I diritti della partoriente in ospedale sono diversi, ma non tutte le future mamme li conoscono. Le donne che decidono di partorire in ospedale, infatti, sono spesso piene di dubbi, ma non sempre trovano le risposte che cercano. Ebbene, un nutrito elenco dei diritti della partoriente in ospedale è stato stilato, in primis, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1985 e costituisce la base normativa da cui partire per la conoscenza dei propri diritti. Proprio sulla base di questa carta, infatti, sono state elaborate poi in Italia altre linee guida (simili per contenuto) intitolate: “Tutela dei diritti della partoriente, la promozione del parto fisiologico e la salvaguardia della salute del neonato”. Ma, quali sono questi diritti?

    Visite in ospedale

    L’elenco stilato dall’Oms garantisce anzitutto che, per il benessere psicologico della neo-madre, debba essere assicurata la presenza di una persona di sua scelta (familiare o non) e la possibilità di potere ricevere visite nel periodo post-natale.

    Rispetto dei valori culturali

    Questa carta fondamentale della partoriente garantisce anche che in ogni ospedale debbano essere rispettati i valori e la cultura della donna partoriente. E’ sicuramente questo un principio fondamentale in un Paese, come l’Italia, sempre più multiculturale.

    Travaglio e parto

    Secondo l’Oms l’induzione del travaglio deve essere riservata solo per specifiche indicazioni mediche ed in nessuna regione geografica dovrebbe avere un tasso superiore al 10%. Inoltre, secondo lo stesso elenco di diritti, il parto naturale dovrebbe essere sempre incoraggiato, anche dopo un cesareo. Ancora, la rottura delle membrane, va provocata solo in caso di estrema necessità e a travaglio inoltrato. Durante il travaglio, poi, si dovrebbe evitare la somministrazione di farmaci, se non per casi si necessità. Infine, si raccomanda di non imporre la posizione supina durante il travaglio e il parto; in altre parole si consiglia di far scegliere alla madre la posizione più comoda durante il parto.

    Episiotomia

    Secondo l’Oms, anche l’episiotomia va praticata solo quando ne ricorra effettivamente la necessità. L’episiotomia è un piccolo intervento chirurgico che si effettua durante il parto, alla fine del periodo espulsivo, per agevolare la nascita del bambino. In particolare viene reciso il perineo, un muscolo che si trova tra la vagina e l’ano.

    Allattamento

    L’elenco stilato dall’Oms dedica tante prescrizioni all’incoraggiamento dell’allattamento al seno. Le madri, quindi, vanno incoraggiate a tenere il bimbo accanto e ad allattarlo ogni volta che lo richiedono. L’allattamento al seno, poi, deve essere incoraggiato subito dopo la nascita del bebè, in quanto il latte materno costituisce l’alimentazione ideale per il neonato.