Videogiochi in 3d: quali sono i rischi per la vista dei bambini?

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    Videogiochi in 3d: quali sono i rischi per la vista dei bambini?

    Con l’avvento della tecnologia il modo di giocare dei bambini è cambiato: spesso i videogiochi sono stati accusati di arrecare danno alla salute dei più piccoli e di non essere strumenti educativi. Ora che si sta perfezionando la tecnologia tridimensionale per i film e i videogiochi è inevitabile chiedersi se questa sia potenzialmente nociva per gli utenti in tenera età. Di questo avviso sembra essere la stessa Nintendo: il colosso nipponico si è infatti tutelato in vista della nuova console portatile che verrà immessa sul mercato europeo a Marzo.

    In base a quanto specificato dalla casa produttrice i bambini al di sotto dei sei anni dovrebbe astenersi dall’usare la Nintendo DS in modalità 3d: ovviamente sarà compito dei genitori supervisionare sui propri figli. Ma ad essere incriminata non è solo la nuova console: i problemi alla vista derivano in generale a tutta la visione 3D. La vista dei bambini fino ai sei anni è in pieno sviluppo quindi la tecnologia a tre dimensioni, fornendo immagini differenti ai due occhi, potrebbe incidere negativamente sul loro regolare funzionamento. Guardare immagini 3D per un lungo periodo di tempo è quindi dannoso per lo sviluppo della vista nei bambini. Il consiglio della Nintendo è quello di usare la console in modalità bidimensionale e per aiutare i genitori nell’azione di controllo ha anche inserito la funzione di parent lock nell’handheld. L’azienda inoltre invita tutti, a prescindere dall’età, a non abusare della visione 3D, e a fare una break per riposare gli occhi ogni mezz’ora di gioco. Le stesse precauzioni vanno ovviamente tenute presenti anche per i film di animazione in 3D.