Come Romeo e Giulietta. Pakistana fugge dal matrimonio combinato

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    Come Romeo e Giulietta. Pakistana fugge dal matrimonio combinato

    Ecco un’altra storia assurda che riguarda una giovane promessa sposa straniera e che ripropone la questione dei matrimoni misti. Sarebbe dovuta partire per il Pakistan. Il padre, infatti, aveva già organizzato il suo matrimonio dalla cerimonia al ricevimento con un suo connazionale. Peccato che la figlia vuole invece sposare un altro, un giovane indiano che ama e col quale vuole fuggire. La reazione del padre a questo punto è stata quella di di denunciare l’uomo del quale la figlia è innamorata e intende sposare, per sequestro di persona.

    I problemi per questa coppia, residente in Italia a Brescia, sono iniziati lo scorso 10 novembre. Per entrambi sarebbe dovuto essere un giorno molto importante. Il giovane era infatti andato a casa della donna amata per chiedere la mano al padre. Non se ne parla, è già promessa a un altro, gli ha risposto il padre. A quel punto il genitore ha tolto alla figlia il cellulare per impedirle qualsiasi tipo di contatto con il ragazzo. Così lui ha preso un cellulare e l’ha dato alla sorellina della ragazza, una bambina di 11 anni, dicendole di darlo all’innamorata. Il padre l’ha però scoperto il sotterfugio e i piani sono saltati. I due fidanzati a quel punto hanno deciso che la cosa migliore era di fuggire e ci sono riusciti il 24 novembre. Due moderni Romeo e Giulietta. Infatti giungono a Mairano, nella Bassa Bresciana e subito hanno chiesto al sincaco di sposarli ma il primo cittadino dopo avergli spiegato che questo non era possibile, li ha aiutati affinchè trovassero alloggio in una struttura protetta. Il padre della ragazza pakistana nel frattempo, per mandare ulteriormente i piani dei giovani all’aria si è inventato di minacce alla sorella minore della figlia promessa in sposa in Pakistan da parte del futuro genero e poi un sequestro di persona. La squadra Mobile della Questura di Brescia ha fortunatamente scoperto la verità e ha denunciato l’uomo per calunnia e procurato allarme.