Dire no troppo tardi: il partner abbandonato all’altare può chiedere il risarcimento

da , il

    ‘Vuoi tu X prendere in sposo il qui presente Y’… Il resto della formula probabilmente lo conoscete già: sostituite alla X e alla Y il vostro nome e quello del vostro partner. Leggete ad alta voce la frase: che effetto vi fa? Paura? Ansia incontrollabile? Desiderio di fuga? Se la reazione è questa pensateci bene, ma veramente bene, prima di accettare un’eventuale proposta di matrimonio. Avere dubbi sull’altare o pochi giorni prima del giorno fissato per il fatidico sì potrebbe infatti costarvi molto caro e non mi riferisco solo al dolore inferto, all’imbarazzo etc ma anche al significato letterale del termine, ossia all’aspetto patrimoniale.

    In questo senso si è infatti espressa la Corte di Cassazione: lo sposo abbandonato sull’altare ha diritto al risarcimento dei danni per i danni morali subiti. Andranno inoltre restituite le somme versate per l’organizzazione della cerimonia, oltre che per la casa o altri aspetti della futura vita in comune sfumata. La sentenza di riferimento è la numero 9037: la somma richiesta nel caso specifico ammontava a 10 mila euro. E’ vero infatti che legalmente la promessa di matrimonio ‘non e’ un contratto’ e ‘non costituisce vincolo giuridico tra le parti’ ma una forma di riparazione speciale è comunque prevista dall’art. 81 del Codice Civile. Se invece pensate che i vostri dubbi siano il risultato normale di stress o paure, insomma se pensate di essere vittime di una banale crisi di ansia prematrimoniale, quello che fa al caso vostro è un coaching emozionale che vi guidi nel percorso emotivo antecedente al si e vi aiuti ad arrivare serene al momento del si.