Divorziare a 60 anni: trend in aumento negli ultimi 20 anni

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    Divorziare a 60 anni: trend in aumento negli ultimi 20 anni

    Divorziare a 60 anni è un trend in aumento, almeno negli Stati Uniti, dove da un’indagine della Bowling Green State University dell’Ohio, negli ultimi venti anni, il numero di divorzi tra chi ha più di 46 anni è praticamente raddoppiato.

    Nel 1970, le persone divorziate tra i 46 e i 64 anni d’età erano appena il 13% negli Stati Uniti, oggi sono il 26%. Ma all’epoca ci si sposava anche di più e chi lo faceva cercava di restare insieme per tutta la vita anche per ragini di ordine economico e sociale, oltre che emotivo.

    Adesso che la vita media si è allungata e molte donne lavorando si sono affrancate dall’esigenza di dover dipendere finanziariamente dal proprio marito, quando le cose vanno male la prospettiva di divorziare, anche se si hanno 60 anni o giù di lì è considerata di gran lunga preferibile a quella di restare dentro un matrimonio infelice.

    Oggi, quasi nessuna coppia è disposta a sopportare un matrimonio che non funziona, a differenza di quanto avveniva nelle generazioni precedenti. In sintonia e forse anche in continuità con quella rivoluzione sessuale di cui i cinquantenni e i sessantenni di oggi sono stati protagonisti, si pone fine ad un matrimonio che si trascina stancamente in nome di quella stessa libertà che li animava diversi anni addietro. Così divorziare a 60 anni, lungi dall’essere un’esperienza stressante, può trasformarsi in qualcosa di estremamente liberatorio.

    Ma questo stato di cose ha anche un risvolto problematico: in una società dove si celebrano sempre meno matrimoni e il 50% degli adulti vive solo, dovrà essere lo Stato o una qualche forma di assistenza ad hoc concepita a dover intervenire in favore di single che divenendo vecchi avranno molta più difficoltà ad andare avanti di quanto facciano gli anziani in coppia.