Divorzio: l’infedeltà non cancella il diritto al mantenimento

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    Divorzio: l’infedeltà non cancella il diritto al mantenimento

    Una donna di Lecce abbandona il marito per sei mesi per fuggire con un aitante ventenne. Nonostante l’infedeltà coniugale della donna, marito e moglie poi tornano insieme ma dopo un periodo il matrimonio finisce. I due divorziano, ma l’avventura extraconiugale non cancella il diritto della donna all’assegno di mantenimento. Lo ha deciso la Corte di Cassazione con una recente sentenza.

    Se il marito perdona il tradimento e il matrimonio riprende il suo corso regolare, in caso di divorzio, lui non può rifiutarsi di staccare l’assegno di mantenimento. Lo sottolinea la Cassazione che ha confermato il diritto di una signora di Lecce a essere mantenuta dall’ex marito nonostante, per sei mesi, lo avesse platealmente abbandonato per vivere pienamente la passione per un ragazzo.

    La Suprema Corte ha insomma respinto le proteste di Giuseppe, che non voleva assolutamente versare tutti i mesi 200 euro alla ex Antonella, alla quale corrispondeva anche altri 220 euro per le spese della loro figlia minore. L’uomo, senza successo, ha fatto presente che nel 1994 lei lo aveva piantato per correre dietro a un ventenne, circostanza che aveva portato alla crisi del loro rapporto conclusosi con la separazione nel 2000 davanti al giudice.

    Secondo la Cassazione il fatto che i due siano tornati insieme esclude che la causa esclusiva della fine del matrimonio sia l’infedeltà della donna. L’unione tra i due è infatti continuata per altri sei anni. Dunque la fuga della consorte non ha portato subito alla rottura del matrimonio e non ci si può quindi aspettare alcun diritto all’esenzione dell’assegno di mantenimento.