Egitto, stop ai matrimoni turistici

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    Egitto, stop ai matrimoni turistici

    Esiste il turismo dei matrimoni, come per esempio quello di Cuba, una delle location più suggestive e quindi più gettonate per sposarsi, ma esistono anche i matrimoni turistici contratti da ricchi sceicchi arabi del Golfo con giovani donne povere. L’Egitto è uno dei paesi in cui il fenomeno è maggiormente presente.

    Da gennaio, però, proprio l’Egitto varerà un piano nazionale di due anni per contrastare i matrimoni delle minorenni e arginare il fenomeno dei cosiddetti matrimoni ‘turistici’ o ‘stagionali’. Solo nell’ultimo anno, infatti, in Egitto, si sono stati registrati 242 matrimoni di minorenni.

    A dare la notizia è stato proprio oggi il quotidiano egiziano Al Ahram.

    Il piano fa parte di una più ampia risoluzione sancita in seno al Forum internazionale sul traffico di esseri umani svoltosi nelle scorse settimane a Luxor con l’alto patrocinio di Suzanne Mubarak, moglie del presidente.

    Tra le altre cose, in tempi recenti l’Assemblea del Popolo ha approvato un progetto di legge che penalizza il traffico di esseri umani e prevede pene da 7 anni di carcere in su per chi se ne rendesse responsabile.

    La legge attualmente in vigore impone di fatto che una ragazza non possa sposarsi prima dei 18 anni e un ragazzo prima dei 21. Nonostante ciò l’Egitto è in testa fra i Paesi arabi dove è più diffuso il costume del matrimonio turistico, presente anche nel Golfo.

    La dinamica è quasi sempre la stessa: ricchi uomini arabi in vacanza in Egitto prendono in sposa una giovane egiziana di famiglia povera, cui viene corrisposta una dote. Spesso queste giovani scoprono, una volta portate nel Paese del marito, che questi aveva già altre mogli. E non sempre finisce bene. Solo qualche giorno fa in un altro paese di religione musulmana, il Bangladesh, un uomo è stato picchiato a morte dalle sue quattro mogli che naturalmente ignoravano ciascuna l’esistenza delle altre!