Il matrimonio a distanza non fa perdere gli alimenti

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    Il matrimonio a distanza non fa perdere gli alimenti

    Il matrimonio a distanza non fa perdere gli alimenti al coniuge economicamente più svantaggiato in caso di separazione e divorzio. Lo ha deciso la Cassazione respingendo il ricorso del marito, un ingegnere romano, che chiedeva di essere sollevato dall’obbligo di mantenere la ex moglie. Con lei, insegnante part-time, è stato sposato per sette anni vedendosi soltanto qualche volta nel fine settimana e nei periodi di vacanza.

    Una coppia aperta, quella protagonista dell’ultima sentenza della Cassazione in materia di divorzio e assegni di mantenimento. Sposati per sette anni, marito e moglie si sono visti pochissimo, soltanto qualche volta nel fine settimana e durante le vacanze. La coppia ha vissuto sotto lo stesso tetto soltanto i primi tre o quattro mesi di matrimonio, poi, lui si è trasferito al nord per lavoro, mentre lei viveva a casa della madre. Marito e moglie con due vite separate e una disparità economica a svantaggio della moglie.

    Poi arriva la decisione di separarsi e il divorzio. Proprio in quel momento il Tribunale di Roma decise l’obbligo di mantenimento della moglie da parte del marito, con un assegno da 350 euro e poi da 400. L’uomo decide così di ricorrere in Cassazione per contestare tale obbligo sostenendo che con la moglie non c’è mai stata quella comunione determinata dalla convivenza e che il tenore di vita precedente non era mai esistito, dal momento che la coppia non aveva praticamente mai vissuto insieme. Ma la Suprema Corte ha respinto il ricorso del marito, spiegando che la mancata convivenza matrimoniale può essere dettata da diverse situazioni ed esigenze, ma è comunque una scelta della coppia, che quindi non preclude la comunione spirituale e materiale dei due coniugi. Dunque, il matrimonio a distanza non fa perdere gli alimenti, come diritti e doveri di natura patrimoniale che nascono dallo stesso matrimonio.