La dote della sposa: in India 8 mila donne uccise nel 2010

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    La dote della sposa: in India 8 mila donne uccise nel 2010

    La dote della sposa, in India, è talmente importante da valere persino di più della stessa vita della donna che la porta. Se la dote della sposa è ritenuta inadeguata, infatti, il marito (e i suoi parenti) possono arrivare a picchiare, strangolare e persino bruciare viva la donna che l’ha recata.

    Secondo un’indagine condotta congiuntamente da 3 Ong asiatiche solo nel 2011 a causa della questione della dote della sposa, in Bangladesh 325 donne sono state torturate e uccise, quasi una al giorno. In India più di 8mila casi nel 2010.

    Sebbene la legge vieti tale pratica nota come dowry death, morte a causa delle dote, se la dote della sposa è assente o insufficiente la cultura bengalese non fa sconti. Allo scopo di sensibilizzare la popolazione nella lotta contro questa pratica barbara, l’agenzia matrimoniale Shaadi.com ha lanciato su Facebook Angry Brides (Spose arrabbiate), un gioco online sul modello del più famoso Angry Birds di Google.

    Protagonisti del gioco, tre mariti potenziali – un medico, un poliziotto e un ingegnere – avvicinano una donna, e ognuno pretende in cambio del matrimonio di ricevere una dote della sposa molto cospicua. La sposa ha otto braccia e lancia contro i tre uomini oggetti di vario tipo (scarpe col tacco, una padella, un manico di scopa, pentole e ortaggi).

    Gli omicidi per dote sono molto diffusi anche in altri Paesi dell’Asia del sud. Secondo il National Crime Records Bureau dell’India, nel 2010 il Paese ha avuto 8.391 casi di morti per dote e almeno 90mila casi di torture e abusi da parte di mariti e loro familiari.