Lancio del riso agli sposi vietato, sporca il suolo pubblico

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    Lancio del riso agli sposi vietato, sporca il suolo pubblico

    Avete presente il tradizionale lancio del riso agli sposi sulla soglia della chiesa o all’uscita dal comune? Tutto quel tripudio di mani e chicchi di riso per augurare un futuro radioso, di abbondanza e prosperità alla coppia che da pochi minuti ha detto sì?

    Da qualche settimana a Castelvetrano, un paese nella provincia di Trapani, in Sicilia non si potrà più effettuare il lancio del riso agli sposi all’uscita della chiesa o dal luogo dove si celebrano i matrimoni civili: pena una multa di 35 euro per i trasgressori. Lo ha deciso il sindaco, Gianni Pompeo, con un’ordinanza ad hoc.

    Quindi a chi intendesse mantenere viva la tradizione del lancio del riso ai matrimoni potrebbe costare caro. A dimostrazione che non si tratta solo di minacce, l’ordinanza comunale ha già fatto le prime vittime. Si tratta di una coppia di neo sposi che al rientro dalla luna di miele ha trovato ad accoglierli una notifica fresca fresca, contravvenzione elevata dalla polizia municipale perché i parenti hanno sporcato – col riso, ovviamente - il basolato.

    Gli sposi, hanno dichiarato sconcertati di non saper niente dell’ordinanza anti riso. Ma questo, agli agenti, è importato fino a un certo punto. Per i matrimoni, il regolamento del Comune di Castelvetrano, adottato il 7 Aprile 2011, recita infatti chiaramente, all’articolo 8: ‘È fatto divieto di spargere riso, coriandoli, confetti ed altro all’interno dei locali utilizzati per la cerimonia, nonché offrire rinfreschi‘.

    Voi che ne pensate? Facessero almeno come nel vercellese dove il lancio di riso alla fine dei matrimoni è vietato dal 2009 ma quello risparmiato viene mandato in Afghanistan. Secondo una stima, infatti, in due anni è stata risparmiata una tonnellata di riso e questo riso sarà distribuito dai bersaglieri italiani alla popolazione dell’Afghanistan.