Matrimoni gay in California: divieto incostituzionale

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    Matrimoni gay in California: divieto incostituzionale

    Il divieto di celebrare matrimoni gay in California è stato dichiarato incostituzionale da una Corte di appello di San Francisco, che ha di fatto abolito tale divieto.

    Come è facile immaginare, la comunità omosessuale ha esultato, ma concretamente, almeno per il momento, le cose non sono destinate a cambiare poiché la stessa Corte d’appello ha anche stabilito che i matrimoni gay non potranno essere celebrati di nuovo fino a quando non saranno scaduti i termini per presentare un’ulteriore mozione davanti ad una corte d’appello più grande, ma sembrerebbero esserci tutte le premesse perché questa battaglia giunga perfino davanti alla Corte Suprema.

    Ricordiamo che i matrimoni gay in California erano stati consentiti per alcuni mesi, ma nel 2008 furono dichiarati fuori legge, così come avvenne in numerosi altri stati dell’Unione, in seguito ad un referendum – noto come ‘Proposition 8‘ – che prevedeva l’inserimento nella Costituzione, della clausola secondo cui i matrimoni dovevano essere rigorosamente eterosessuali. Tale referendum trionfò 4 anni fa con il 52 per cento dei voti.

    Attualmente sono ancora la maggior parte gli stati dell’Unione che considerano fuori legge il matrimoni gay, ma si sta progressivamente assistendo ad una vistosa inversione di tendenza. Nel giugno scorso, tale divieto fu abolito dallo stato di New York, dove da allora vengono celebrati matrimoni gay come in Massachusetts, in Connecticut, nello Iowa, nel New Hampshire e nel Vermont, oltre che nel District of Columbia della capitale Washington.

    La stessa sorte si sta profilando per il New Jersey e lo stato di Washington, il cui Senato ha approvato solo qualche giorno fa, una legge che senza troppi problemi dovrebbe presto passare anche alla camera.