Matrimoni gay in Olanda, no all’obiezione di coscienza

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    Matrimoni gay in Olanda, no all’obiezione di coscienza

    Solo ieri vi avevamo dato la notizia dell’apertura in Danimarca ai matrimoni gay in chiesa, con una clausola, però, che riguarda l’obiezione di coscienza. Vale a dire che un prete potrà anche rifiutarsi di celebrare un matrimonio omosessuale, ma sarà un altro a farlo al suo posto.

    Le cose andranno diversamente in Olanda, dove dopo l’approvazione di una legge proposta dai Verdi, è stata cancellata la possibilità, persino da parte degli ufficiali comunali addetti, di appellarsi all’obiezione di coscienza per rifiutarsi di celebrare i matrimoni gay.

    I matrimoni gay in Olanda, in teoria possono essere celebrati ovunque, sono stati celebrati matrimoni tra persone dello stesso sesso persino all’interno di una sinagoga ebraica ad Amsterdam, ma c’è una parte del Paese, nell’est, chiamata Bible Belt, cioè Cintura della Bibbia, dove a causa dell’alta concentrazione di fondamentalisti cattolici protestanti raramente i matrimoni gay vengono celebrati.

    Ma con questa legge, che di fatto obbliga a mettere da parte qualsiasi ostilità religiosa, nessuno può più sottrarsi, pena una denuncia per violazione della legge anti-discriminazione.

    Una bella conquista per gli omosessuali, ma l’approvazione di questa legge rischia di determinare gravi conflitti a livello politico tra i cristiani del Cda e gli xenofobi del Partito della Libertà. Il partito del leader islamofobo, infatti, è determinante per la tenuta della compagine alla Camera bassa mentre al Senato il governo è ostaggio dell’unico rappresentante della Sgp, una micro-formazione cristiano confessionale, espressione proprio della Bible Belt.

    Foto di Movilh Chile

    http://www.flickr.com/photos/gayparadechile/