Matrimoni gay: la Francia dice no

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    Matrimoni gay: la Francia dice no

    La questione dei matrimoni gay è sentita in ogni parte del mondo. E se è di pochi giorni fa la notizia che in Cina è stato celebrato il primo matrimonio tra omosessuali, per ora soltanto simbolico, la Francia ha stabilito oggi che il divieto del matrimonio omosessuale è conforme alla Costituzione. Lo ha sentenziato la Corte costituzionale francese, rinviando il questo modo al legislatore la responsabilità di decidere di un’eventuale modifica della normativa.

    In Francia come in Italia, i matrimoni gay hanno ricevuto un nuovo no della Corte Costituzionale. Il caso è stato portato alla ribalta grazie all’iniziativa di una coppia di donne unite dai Pacs (Patto Civile di Solidarietà) e che cercavano un rapporto più sicuro per garantire maggiore sicurezza giuridica ai loro quattro figli. La Corte costituzionale ha confermato quanto affermato in precedenza dalla Corte di Cassazione – per la legge francese il matrimonio è l’unione di un uomo e di una donna.

    Quanto al principio di uguaglianza davanti alla legge, i Saggi rinviano la palla ai politici: Mantenendo fermo il principio secondo il quale il matrimonio è l’unione fra un uomo e una donna, il legislatore ha valutato, nell’esercizio delle sue competenze, che la differenza di situazione tra le coppie dello stesso sesso e quelle composte da un uomo e una donna possa giustificare una differenza di trattamento relativa alle disposizioni del diritto di famiglia. Non spetta quindi alla Corte costituzionale sostituire la sua valutazione a quella del legislatore in questa materia.

    I paesi nel mondo dove si possono celebrare matrimoni gay sono: Spagna, Belgio, Canada, Sudafrica, Norvegia, Svezia e di recente anche in Portogallo e in Islanda. In Olanda, invece, nei giorni scorsi sono state celebrate le prime nozze gay in una sinagoga di Amsterdam.