Matrimoni misti: Italia favorevole purché non si tratti della propria figlia

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    Matrimoni misti: Italia favorevole purché non si tratti della propria figlia

    I matrimoni misti in Italia si sono triplicati nell’arco di un decennio (arrivando a quota 300mila, 590mila se si considerano anche le convivenze), il tutto col bene placito della collettività. Secondo il rapporto Istat su ‘I migranti visti dai cittadini‘, infatti, 1 italiano su 3 è favorevole ai matrimoni misti.

    Guardano con positività all’aumento di matrimoni e unioni miste, a patto che non siano coinvolti membri della propria famiglia, vale a dire le proprie figlie. In quel caso, secondo quanto emerge dalla rilevazione del famoso istituto di statistica i matrimoni misti diventerebbero un problema.

    Il 30,4% dei cittadini italiani giudica positivamente i matrimoni e le unioni miste a fronte di un quinto che li considera negativamente. Se però a voler sposare un immigrato fosse l’amata figlia, la situazione cambierebbe drasticamente: l’84,6% degli intervistati avrebbe problemi se il futuro coniuge della figlia fosse un Rom o un Sinti, e due terzi avrebbero problemi se fosse romeno.

    Le reazioni hanno un’intensità variabile a seconda dell’origine dell’ipotetico genero e l’unica nazionalità rispetto alla quale la maggioranza dei rispondenti non avrebbe nessun problema (63,6%) è quella americana o per meglio dire statunitense.

    Nulla è cambiato nella società da quel lontano 1967, anno di uscita del film Indovina chi viene a cena? in cui la protagonista Joanna, una ragazza bianca americana, cresciuta in un’agiata famiglia liberal di San Francisco, si innamora del Dr. Prentice, uno stimato medico afroamericano conosciuto dieci giorni prima alle Hawaii, mandando letteralmente in crisi un padre perbenista e borghese interpretato da Spencer Tracy.