Matrimoni tra patrizi e plebei? In Italia sembrano ancora vietati

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    Matrimoni tra patrizi e plebei? In Italia sembrano ancora vietati

    Nell’antica Roma per molto tempo fu vietato il connubium vale a dire il divieto di celebrare matrimoni tra patrizi e plebei. I patrizi si sposavano coi patrizi e i plebei coi plebei. Questa rigidità aiutava a mantenere le caste e a sottolineare le differenze sociali tra ricchi e poveri.

    Oggi in Italia è uguale, anche se non vige nessun divieto esplicito, i matrimoni tra patrizi e plebei vale a dire tra persone di classi sociali differenti non sono quasi mai contemplati. I professori sposano i professori, i medici sposano altri medici, insomma in Italia vigono le caste, oggi come ai tempi degli antichi romani.

    A rilevare questo dato è stato uno studio dell’Ocse, secondo il quale nel nostro Paese si è ridotta la mobilità sociale per matrimonio: sempre più persone si sposano con persone con redditi da lavoro simili ai loro.

    Stefano Scarpetta, vicedirettore della sezione Lavoro e politiche sociali dell’Ocse, il quale ha spiegato che così come accade in altri Paesi occidentali, anche in Italia ‘i ricchi si sposano con i ricchi, e anche il matrimonio diventa un fattore di polarizzazione del reddito contribuendo a un terzo dell’aumento della disuguaglianza di reddito da lavoro tra le famiglie‘.

    Il fatto che i matrimoni tendono ad avvenire tra persone con redditi da lavoro simili, infatti, non fa che aumentare la disuguaglianza di reddito da lavoro tra le famiglie. L’aumento della disuguaglianza dei redditi da lavoro maschile rimane, tuttavia, la prima causa dell’aumento della disuguaglianza totale, secondo le stime Ocse.