Matrimonio gay, la Corte Suprema boccia ricorso dei conservatori

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    Matrimonio gay, la Corte Suprema boccia ricorso dei conservatori

    La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto un ricorso presentato da alcuni attivisti ultra-conservatori contro una legge del Distretto di Columbia, dove ha sede la capitale federale Washington, che permette i matrimoni tra persone dello stesso sesso.

    I matrimoni gay sono ormai una realtà consolidata in moltissimi Paesi in tutto il mondo: dalla Spagna, all’Olanda, dal Belgio fino al Canada, al Sudafrica, alla Norvegia, alla Svezia e di recente anche in Portogallo e nella piccola Islanda.

    I ricorrenti chiedevano che la normativa fosse sottoposta a referendum abrogativo, ma la massima istanza giudiziaria Usa lo ha escluso tout court, senza nemmeno illustrare le ragioni della decisione, dal che deduciamo che sia stata adottata quindi all’unanimità.

    La decisione della Corte sancisce un passo molto importante per i diritti degli omosessuali americani ,giungendo alla fine del primo processo a livello federale, convocato per determinare se la Costituzione americana possa proibire o meno ai singoli Stati il diritto di vietare i matrimoni tra gay oppure si tratti di un diritto costituzionalmente garantito.

    Finora, in ognuno dei 31 stati dell’unione dove si è svolto un referendum, i matrimoni gay sono sempre stati bocciati dall’elettorato. In Texas, che è uno di questi Stati, una coppia di omosessuali ha pensato bene di usare la tecnologia di Skype per eludere la legge e sposarsi stando a Dallas con l’officiante che stava a Washington DC.

    Nei cinque stati dove i matrimoni gay sono consentiti ciò è avvenuto in virtù di una legge o di una sentenza.

    Da questo punto di vista, in Italia, la strada è ancora troppo lunga. E’ infatti giunto poche settimane fa il nuovo no della Corte Costituzionale alle nozze gay in quanto – si legge nella sentenza – ‘la diversità di sesso è elemento essenziale nel nostro ordinamento per poter qualificare l’istituto del matrimonio‘.