Matrimonio gypsy spopola su Channel 4

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    Matrimonio gypsy spopola su Channel 4

    Pare che una delle ultime tendenze in fatto di reality show sia quella che ha il matrimonio come protagonista. E se in Italia, la Rai, martedì scorso ha inaugurato il programma I perfetti innamorati, su Channel 4 torna a grande richiesta questa settimana la seconda edizione di My big fat gypsy wedding, letteralmente ‘Il mio grosso grasso matrimonio zingaro’.

    La prima edizione del programma, a metà tra reality e documentario è stata seguita da 4 miloni e mezzo di spettatori inglesi. Una cifra da record a testimonianza di quanto sia stato apprezzato!

    Il reality che nel nome vuole parodiare il celebre film ‘Il mio grosso grasso matrimonio greco‘, non risulta meno esilarante nel seguire la preparazione e il matrimonio di coppie di origine rom residenti nel Regno Unito.

    Non si tratta di un genere nuovo, in America sta letteralmente spopolando Wedding surgery in cui dodici future spose si sfidano per conquistare l’ambitissimo premio finale che consiste in un intervento di chirurgia plastica in vista del giorno delle nozze, su Discovery Real Time va in onda Wedding Planners con il designer Enzo Miccio e l’architetto Angelo Garini che seguono l’organizzazione del matrimonio di una coppia mentre su LEI va in onda Non ditelo alla sposa, in cui il futuro sposo è alle prese con un budget prestabilito e deve riuscire ad organizzare il matrimonio senza impensierire la sposa o pesare su di lei.

    Ma My big fat gypsy wedding si distingue da ogni altro programma dedicato alle nozze, forse per via di questi abiti dai colori sgargianti e un po’ eccessivi, gonne giganti, make-up e acconciature elaborate, abbronzature artificiali, così lontani dal nostro immaginario fatto dal tradizionale abito bianco da sposa, trucco appena accennato e raffinati addobbi floreali.

    Un altro aspetto che ne fa un programma originale, inoltre, è il fatto di seguire la realizzazione del sogno di tante giovani, che spesso sono minorenni e che arrivano al matrimonio con il culto della verginità, un valore che noi occidentali abbiamo un po’ smarrito per strada.