Matrimonio in comune: quali documenti servono?

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    Matrimonio in comune: quali documenti servono?

    In molte realtà italiane i matrimoni celebrati con rito civile hanno superato in numeri assoluti quelli religiosi, rappresentando il 40% del totale. Forse per via del fatto che il matrimonio in comune rimane, a tutti gli effetti, più semplice e informale di quello religioso.

    L’iter burocratico per sposarsi inizia - di norma – circa sei mesi prima della data fissata per le nozze, ma vediamo in dettaglio quali documenti servono per il matrimonio in comune.

    1. Consenso di matrimonio in comune

    La prima cosa che occorre è il consenso di matrimonio, che gli sposi potranno richiedere presso l’Ufficio Matrimoni del proprio comune di residenza (se i comuni di residenza degli sposi sono diversi si può scegliere indifferentemente l’uno o l’altro) portando un documento di identità valido e il codice fiscale. Non sono necessari testimoni e si può presentare anche solo uno dei futuri sposi, purché porti i documenti dell’altro.

    2. Documenti per le pubblicazioni di matrimonio

    Contestualmente alla presentazione per firmare il consenso di matrimonio gli sposi fanno la richiesta per le pubblicazioni. Reperire tutti i documenti per le pubblicazioni di matrimonio è cura dell’impiegato dello Stato Civile, il quale provvederà personalmente a redigere il cosiddetto certificato contestuale cumulativo, vale a dire un certificato che riassume tutte le generalità degli sposi (nome, cognome, data di nascita, indirizzo, stato civile e nazionalità). Nella stessa sede, agli sposi verrà chiesto di compilare un questionario in cui dovranno dichiarare dove hanno intenzione di fissare la residenza, se sono legati da vincoli di parentela, se contraggono le nozze liberi da obblighi e in totale libertà, se sono maggiorenni, già sposati o con figli. A questo punto agli sposi verrà rilasciato un tagliando per il ritiro del cosiddetto nulla osta, vale a dire un certificato che autorizza il matrimonio. Le pubblicazioni vengono esposte nella bacheca del comune e lì resteranno per almeno 8 giorni, comprendenti due domeniche.

    3. Certificato di eseguita pubblicazione di matrimonio

    Trascorsi i termini delle pubblicazioni, gli sposi, muniti del tagliando per il ritiro del nulla osta, si recheranno in comune per richiedere tale documento, che per esteso si chiama certificato di eseguite pubblicazioni di matrimonio e dell’inesistenza di cause che si oppongono al matrimonio. Questo documento ha una validità di sei mesi, periodo entro il quale devono essere tassativamente celebrate le nozze, pena il dover ricominciare daccapo l’intero iter burocratico.

    Foto di Conanil