Matrimonio tomba dell’amore o elisir di lunga vita?

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    Matrimonio tomba dell’amore o elisir di lunga vita?

    Matrimonio tomba dell’amore (come recita un vecchio adagio) o piuttosto elisir di lunga vita? I detrattori convinti non hanno dubbi: il matrimonio è la tomba dell’amore, ma a smentirli questa volta non ci pensano i romantici (da cui ce lo aspetteremmo) bensì gli scienziati.

    Secondo un nuovo studio dell’Università di Rochester giurarsi amore eterno allunga la vita e fa bene al cuore. Lo dimostra il fatto che i pazienti con un matrimonio felice sottoposti a un intervento di bypass coronarico, hanno più del triplo delle possibilità di sopravvivere dopo 15 anni dall’operazione, rispetto ai pazienti single.

    Nelle relazioni che vanno a gonfie vele c’è qualcosa che aiuta le persone a restare in carreggiata‘, spiega Kathleen King, professoressa emerita della Scuola per infermieri dell’Università di Rochester e primo autore dello studio. Gli effetti della soddisfazione matrimoniale ‘incidono sulla sopravvivenza dopo un intervento di bypass tanto quanto i tradizionali fattori di rischio come il fumo, l’obesità e la pressione alta‘, aggiunge il coautore dello studio Harry Reis, docente di psicologia dell’ateneo di Rochester.

    Ma il matrimonio non offre gli stessi vantaggi a uomini e donne. Ad un uomo basta contrarre matrimonio per garantirsi un più alto tasso di sopravvivenza. Per le donne invece la qualità della relazione è fondamentale, i ricercatori hanno rilevato che un’unione gratificante aumenta il tasso di sopravvivenza femminile di quasi quattro volte.

    Le mogli hanno bisogno di sentirsi soddisfatte nella loro relazione per raccogliere vantaggi in termini di salute, ma il guadagno ottenuto dall’anello nuziale è più alto per la donna che per l’uomo‘, spiega Reis correggendo il tiro rispetto ad alcuni studi che invece non rilevavano benefici per il gentil sesso. Lo studio ha coinvolto 225 persone operate di bypass tra il 1987 e il 1990. A 15 anni dall’intervento l’83% delle donne felicemente sposate era ancora in vita, contro il 28% delle mogli infelici e il 27% delle non sposate. Per i mariti felici il tasso di sopravvivenza è risultato sempre dell’83%, ma anche quelli poco soddisfatti hanno mantenuto tassi di sopravvivenza significativamente migliori – 60% – rispetto al 36% dei single.

    Ma perché il matrimonio fungerebbe da elisir di lunga vita? Semplice: perché all’interno di un’unione stabile si può sempre contare sul sostegno del partner, inoltre avere una vita di relazione soddisfacente rappresenta di per sé una valida motivazione per abbandonare cattive abitudini e stili di vita che a lungo andare posso rivelarsi dannosi per la salute.