Matrimonio tra cugini: fa bene al Dna

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    Matrimonio tra cugini: fa bene al Dna

    Il matrimonio tra cugini è stato sdoganato dalla scienza. Secondo Alan Bittles, un ricercatore australiano della Murdoch university, infatti, il matrimonio tra cugini non solo non comporterebbe alcun rischio, ma farebbe addirittura bene al Dna.

    Nel suo libro in uscita, ‘Consanguinity in Context‘, pubblicato dall’Università di Oxford, Bittles con la sua teoria ribalta completamente tutte le credenze in materia di unione tra consanguinei sostenendo che è un bene per i geni e il dna.

    Bittles ha avuto modo di constatare nel corso dei suoi studi come circa il 10% della popolazione mondiale sia sposata con un cugino di primo o secondo grado, e in alcune zone soprattutto in Asia e Medio Oriente la percentuale sale al 50%. Il rischio di aumento di malattie genetiche, afferma il ricercatore, è stato sovrastimato: ‘Non c’e’ dubbio che sia maggiore - scrive – secondo diversi studi il matrimonio tra cugini aumenta la probabilità di malattia fino al 4%. Il pericolo riguarda però solo alcune patologie estremamente rare, e il 90% di questi matrimoni non comporta alcun rischio‘.

    Anche Charles Darwin, sottolinea Bittles, era sposato con sua cugina Emma, e anche i suoi nonni erano primi cugini, ma la pratica risale a molto prima: ‘I primi uomini a migrare dall’Africa lo hanno fatto in piccoli gruppi di cacciatori-raccoglitori - spiega – ed è più che probabile che dato lo scarso numero di opzioni il matrimonio tra consanguinei fosse normale. Ad evitare il diffondersi di malattie genetiche e’ stato il fenomeno del ‘purging’, in cui i geni difettosi vengono rimossi dal Dna‘.

    Questo fenomeno, spiega l’esperto, che sta studiando come i matrimoni tra consanguinei dei primi uomini abbiano influito sul Dna umano attuale, rischia però di perdersi: ‘Diminuendo i matrimoni tra cugini potremmo forse avere dei vantaggi a breve termine - spiega – perdendo però quelli più duraturi‘.