Matrimonio tradizionale sardo a Selargius

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    Matrimonio tradizionale sardo a Selargius

    Se non avete mai assistito ad un matrimonio tradizionale sardo, domenica prossima, potrebbe essere l’occasione buona per farlo. A Selargius, appena qualche chilometro da Cagliari, si celebrerà la 51/a edizione del matrimonio tradizionale sardo.

    Una tradizione che si rinnova a Selargius e che richiama ogni anno migliaia di persone. I numeri come al solito, promettono di essere imponenti: circa duemila figuranti in costume sardo animeranno le strade da domani sino alla giornata conclusiva. Sono attesi ospiti anche dalla Romania e dagli Usa.

    A vedere celebrate le proprie nozze col rito del matrimonio tradizionale sardo saranno quest’anno Maria Vittoria Perseu, di 33 anni, e Efisio Sulis, di 30 anni. Lei, impiegata in un call-center, lui lavora nel settore dell’edilizia.

    Ma in cosa consiste la celebrazione del matrimonio tradizionale sardo?

    Si tratta di un antichissima tradizione che si svolge la domenica, ma i cui preparativi iniziano fin dal giorno precedente, cioè il sabato, giorno in cui il corredo della sposa viene trasferito dalla casa del padre in quella che sarà la sua nuova casa.

    Il giorno del matrimonio tradizionale sardo vero e proprio, invece, è la domenica. Gli sposi si recano all’altare agghindati con abiti tradizionali colorati e finemente lavorati, indossano anche gioielli in filigrana, che originariamente rappresentavano il dono di nozze dei genitori dello sposo.

    A guidare il corteo nuziale, che parte dalla casa della sposa e si conclude alla chiesa patronale, è da tradizione il padre dello sposo. La sfilata, preceduta dai carabinieri in alta uniforme e dalle donne in costume tradizionale sardo attraversa le vie del paese, che per l’occasione sono state cosparse di grano e sale, simbolo di prosperità e buon auspicio.

    Le donne recano delle ceste con pani e dolci della festa, seguite dai suonatori di launeddas, i gruppi folk provenienti dagli altri paesi, ed il corteo delle traccas (i carri trainati da buoi protagonisti della sagra di S.Efisio), con gli utensili e gli arredi degli sposi tra cui c’è pure il letto nuziale!

    Il rito del matrimonio tradizionale sardo viene celebrato interamente in campidanese, il dialetto del sud della Sardegna. La promessa nuziale viene suggellata dal rito dell’incatenamento. Lo sposo infila il mignolo della mano destra in un anello, che è agganciato all’estremità di una catena d’argento che cinge la vita della sposa. In questo modo gli sposi saranno simbolicamente uniti per sempre! Le promesse, inoltre vengono trascritte su una pergamena e sigillate e per 25 anni verranno custodite nella vicina chiesa di S.Giuliano, per poter poi essere finalmente riaperte e lette.

    Alla fine della celebrazione del rito del matrimonio tradizionale sardo, il corteo si dirige verso la casa dei novelli sposi dove ad attenderlo ci sono le madri che dispensano alla coppia la propria benedizione che consiste nel cospargere il capo dei figli con grano e sale in segno di augurio. A questo punto può iniziare la grande festa che consiste nella consumazione di un ricco banchetto seguito da balli e canti tradizionali sardi.