Nozze gay in una sinagoga di Amsterdam

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    Nozze gay in una sinagoga di Amsterdam

    Nozze gay celebrate all’interno di una sinagoga. E’ successo in Olanda e si tratta delle prime nozze gay all’interno del luogo di culto ebraico. Il matrimonio si è svolto nel tempio liberale di Amsterdam. A darne notizia è il giornale ‘De Volkskrant‘ che riporta anche le parole di un portavoce della comunità ebraica, secondo il quale il matrimonio omosessuale non è di certo una novità di carattere mondiale.

    I paesi nel mondo dove si possono celebrare matrimoni gay sono, infatti, la Spagna, il Belgio, il Canada, il Sudafrica, la Norvegia, la Svezia e di recente anche in Portogallo e in Islanda

    Negli Stati Uniti queste cerimonie vengono svolte sin dal 2005, salvo rare eccezioni come lo stato del Texas per esempio dove una coppia omosessuale ha usato la tecnologia di Skype per eludere la legge e sposarsi lo stesso a Dallas con un officiante che stava però a Washington DC.

    Le cerimonie di nozze omosessuali in Olanda, dove anche la scuola si è dimostrata gay friendly, dove ai Gay pride partecipano anche i militari omosessuali in divisa, sono definitivamente divenute una realtà e possono essere celebrate in una delle dieci sinagoghe che fanno capo alla comunità ebraica liberale che non rientrano nel novero dei templi ortodossi.

    E in Italia? Per quello che riguarda il nostro Paese, dove ancora non vengono riconosciute le coppie di fatto, la celebrazione del matrimonio gay è una specie di chimera. Solo dieci giorni fa è arrivato un nuovo no della Corte Costituzionale al matrimonio gay. Si legge nell’ordinanza ‘la diversità di sesso è elemento essenziale nel nostro ordinamento per poter qualificare l’istituto del matrimonio‘. Rispetto al principio di eguaglianza, la nostra Corte osserva che le unioni omosessuali non possono essere ritenute omogenee al matrimonio; il Codice Civile definisce infatti il matrimonio come unione tra persone di sesso diverso e questo significato del precetto costituzionale non può essere superato per via ermeneutica. Viva la modernità!